Il complesso monumentale di Caserta comprende la Reggia ed il Parco, espressione massima di quell’architettura settecentesca di respiro europeo così fortemente voluta dai Borbone di Napoli.
Fanno da tessuto connettivo le tenute di caccia e gli impianti produttivi alimentati dall’Acquedotto Carolino, grande realizzazione dell’ingegneria idraulica settecentesca, che unì in un’unica opera rispetto della natura ed esigenze pratiche; accanto a tali emergenze si pongono anche il Borgo di S. Leucio, un complesso sorto per la fabbricazione della seta, e il borgo medievale di Casertavecchia.
L’unicità e l’universalità del complesso casertano scaturiscono, quindi, dalla compresenza di “fabbriche” di elevatissimo valore storico-artistico, destinate a scopi di rappresentanza e a fini produttivi, disposte secondo un disegno urbanistico che, ponendo la Reggia come fulcro delle attività di un territorio fortemente stratificato, riesce a coniugare culto del bello e e dell’utile, nel pieno rispetto dei dettami illuministi settecenteschi.
I boschi destinati alle reali cacce, sottoposti a tutela paesistica ed integralmente salvaguardati all’interno dell’oasi naturalistica di San Silvestro, per le loro caratteristiche di macchia mediterranea pressoché intatta costituiscono, insieme all’orografia dei colli Tifatini, l’ambiente naturale per il quale le “fabbriche” sono state realizzate e rappresentano ulteriore elemento connettivo e strutturate dell’intero complesso casertano.
Palazzo reale - Parco - Giardino all’Inglese
Nel 1750 Carlo di Borbone (1716-1788) decise di erigere la reggia quale centro ideale di un nuovo regno, quello di Napoli, ormai autonomo e svincolato dall’egida spagnola. La sede prescelta fu Caserta e il progetto per l’imponente costruzione fu affidato, dopo alterne vicende, all’architetto Luigi Vanvitelli (1700-1773), già impegnato a Roma nella fabbrica di San Pietro.
La Reggia di Caserta ha una pianta rettangolare con quattro grandi cortili interni che si estende su una superficie di 45.000 metri quadrati per un’altezza di 5 piani pari a 36 metri lineari. Tre vestiboli ottagonali si allineano lungo l’asse centrale dell’edificio costituendo il cosiddetto “cannocchiale ottico”, ideale collegamento con il parco e la cascata, posta scenograficamente al culmine della fuga prospettica così creata.
Lo scalone d’onore, mera invenzione dell’arte scenografica settecentesca, realizza il collegamento verticale tra il vestibolo inferiore e quello superiore dal quale si accede agli appartamenti reali. Le sale destinate alla famiglia reale vennero realizzate in più riprese e durante un intero secolo, quindi secondo uno stile che rispecchia la cosiddetta “unità d’interni” caratteristica della concezione architettonica e decorativa settecentesca ed in parte il gusto ottocentesco per l’arredo composito e l’oggettistica minuta.
L’intero complesso viene completato dalla Cappella e dal teatro di Corte, ambienti progettati e realizzati secondo il più squisito gusto settecentesco.
Il parco completato da Carlo Vanvitelli alla morte del padre, è arricchito da fontane, gruppi scultorei a carattere mitologico e da una grandiosa cascata, alimentata dall’Acquedotto Carolino, che dalle falde del monte Briano precipita con un salto di circa 70 metri nella fontana di Diana e Atteone.
Per chi esce dal Palazzo reale il Parco si presenta come diviso in due parti. La prima è costituita da vasti “parterres”, divisi da un lungo stradone centrale che conduce fino alla fontana “Margherita” e introduce a diversi viali fiancheggiati da gruppi di boschetti di tigli, carpini, disposti simmetricamente secondo una composizione semicircolare.
A sinistra del Palazzo, nel cosiddetto "bosco vecchio", sorge la Castellucia, una costruzione che nella configurazione attuale ricorda un castello in miniatura, in cui il giovane Ferdinando IV si esercitava in finte battaglie terrestri.
Procedendo verso nord si trova la Peschiera Grande, un lago artificiale con un isolotto al centro, dove venivano simulate le battaglie navali con una flottiglia costruita proprio per questo scopo.
La seconda parte del Parco, realizzata interamente da Carlo Vanvitelli, inizia dalla fontana “Margherita” . Mediante due rampe laterali, si sale al ponte d’Ercole da dove inizia la grande “via d’acqua”. Seguendo il declivio della collina, si alternano diversi bacini d’acqua, vasche sovrapposte e ornate di statue. Due larghe strade, delimitate da spalliere di lecci e boschetti di querce, fiancheggiano il sistema di vasche fino al grande bacino, nel quale dalle falde del Monte Briano precipita un’imponente cascata d’acqua.
Protagonista assoluta dei giardini della Reggia casertana è questa grande “strada-fiume” che, alimentata dalle acque delle colline campane, sgorga con vigore da una grotta artificiale, precipita con un salto di oltre settanta metri, tra scogli e pietre finte e, sviluppandosi lungo l’asse principale del palazzo, si collega idealmente all’antica capitale del regno, Napoli.
Su una superficie di circa 23 ettari il Giardino Inglese è nato alla fine del Settecento sotto la guida e la cura del giardiniere inglese John Andrew Graefer per volontà della regina di Napoli, Maria Carolina che aveva voluto adeguarsi alla moda del giardino “informale” o “di paesaggio”, una moda che dall’Inghilterra andava diffondendosi in tutta Europa.
Nella realizzazione del progetto il giardiniere inglese fu affiancato dall’architetto Carlo Vanvitelli, che era succeduto al padre nella direzione dei lavori nella Reggia.
Nel giro di pochi anni furono realizzati boschetti, praterie, finte rovine, serre di piante esotiche e rare, canali e fontane le cui acque confluiscono in un pittoresco laghetto, alla ricerca di effetti pittorici che ancora oggi conservano intatta la loro suggestione.
Il giardino, nato dal desiderio di una regina, è un luogo pervaso da un fascino particolare a cui difficilmente può sottrarsi il visitatore che si attarda all’ombra di un cedro secolare o percorre lentamente i tortuosi sentieri. .
Reggia di Caserta
Viale Dohuet, 2/a
81100 Caserta
Tel. 0823 277111
Costo del biglietto: 3.50 euro; cumulativo 6,00 euro (Appartamenti Storici, Mostra Terrae Motus, Parco e Giardino Inglese)
Giorni e orario apertura: Tutti i giorni ore 8.30 - 19.30
Chiusura settimanale: Martedì